Addio a Roberto Calasso

Proprio nel giorno dell'uscita di due suoi libri autobiografici, Memè Scianca, sulla sua infanzia a Firenze, e Bobi, su Roberto Bazlen, tra gli ideatori della casa editrice Adelphi, è venuto a mancare a 80 anni nella sua casa di Milano dopo una lunga malattia Roberto Calasso, scrittore, saggista ed editore tra i più noti e stimati a livello internazionale. Una colonna della nostra cultura, di cui sentiremo enormemente la mancanza.

Nato a Firenze nel 1941, appassionato di letteratura mitteleuropea, che diventerà la base del catalogo Adelphi, e di mitologia classica, che indagherà in gran parte della sua produzione letteraria – un titolo su tutti Le nozze di Cadmo e Armonia del 1988, che ebbe grandissimo successo –, Calasso aveva ereditato dalla famiglia l’amore per i libri e la lettura (si dice che a 13 anni avesse già letto la Recherche di Proust): “Sono nato in mezzo ai libri. Mio padre [il giurista Roberto Calasso], che era storico del diritto, lavorava per lo più su testi stampati fra l’inizio del Cinquecento e la metà del Settecento. Molti erano i volumi in-folio. Impossibile non vederli. Anche mio nonno Ernesto Codignola, che insegnava Filosofia all’Università di Firenze e fondò la casa editrice La Nuova Italia, aveva una biblioteca notevole, soprattutto di storia e filosofia, oggi incorporata nella biblioteca della Scuola Normale di Pisa”.

Tantissimi gli autori da lui lanciati, scoperti o rivalutati, come Milan Kundera, mentre Siddharta di Herman Hesse è tutt’ora il bestseller di Adelphi. In casa editrice era entrato fin dalla sua fondazione, nel 1962, grazie al suo “maestro” Bobi Bazlen, diventandone direttore editoriale nel 1971, consigliere delegato nel 1990, presidente nel 1999 e azionista principale nel 2015.